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28/10/2018

I giovani guerrieri cedono ad Ancona. I Dolphins si impongono per 36 a 6

Si sapeva che sarebbe stato il confronto più difficile del girone.
I Dolphins potevano contare su una formazione più esperta e, in buona parte, proveniente da quella dello scorso campionato.
Il campo ha decretato 30 punti di differenza tra le due formazioni. Ogni scusa o parziale recriminazione, deve lasciare lo spazio soltanto alla consapevolezza che c'è tanto lavoro da fare, ma che la strada è sicuramente quella giusta.

Non importa se i Warriors non sono soliti perdere da parecchio tempo con questo divario o se lo scorso anno alla stessa formazione era stato rifilato un 50 a 0 a Bologna ed un 23 a 16 in casa sua. Il risultato maturato sul terreno del Nelson Mandela anconetano ha detto questo, quindi onore ai vincitori e tanto lavoro da fare per gli sconfitti.
E' chiaro che gli allenatori avranno modo di valutare nel dettaglio cosa è accaduto, le giocate, gli errori, i dubbi tecnici che i giovani Blue non sono stati in grado di dipanare durante l'incontro.

Nel consueto breefing del dopo partita, gli stessi allenatori hanno iniziato a dare le prime spiegazione, elogiando anche alcune giocate che, nel complesso, hanno evidenziato la considerazione che ci sia stato un miglioramento rispetto all'incontro precedente, pur avendo perso nel risultato.

E dire che non era certamente iniziata male con il primo drive dell'offense bolognese che, grazie a precisi lanci del qb Brian Labarile su Andrea Bini e su Andrea Bello, era riuscito a varcare la end zone, proprio con quest'ultimo e con una apparente capacità di controllo del campo.
Poi, però, i marchigiani hanno messo a punto i registri e da lì in poi, per Bologna, non c'è stata più la possibilità di segnare, malgrado ci sia arrivata molto vicino in un paio di occasioni.
Un po' di sfortuna ci sta sempre, ma dall'avversario va interpretata come la capacità di reazione dei padroni di casa di aver controllato qualche sfuriata degli ospiti. Ci sta.

Anche l'infermeria guerriera, che ad inizio settimana sembrava quasi vuota, ha purtroppo registrato un paio di importanti defezioni dell'ultima ora.
Ma lo abbiamo già detto: il risultato è quello che si ottiene sul campo, quindi, da lunedì, si ricomincia il lavoro perchè tra due settimane, domenica 11 novembre, ci sarà un'altra trasferta ancora più lontana in terra ligure contro i Red Jackets di Sarzana.
Ai giocatori viene chiesto un rapido riscontro dell'accaduto ad Ancona, ma soprattutto la capacità di un immediato cambio di velocità.
La squadra è giovane e l'esperienza del gruppo è in divenire, ma è proprio negli allenamenti che si creano le basi per il successo nelle gare ufficiali.

Ora qualche livido potrebbe sembrare più grande del reale, ma l'importante è che sia il monito per ripartire con grinta e determinazione e non sia la scusa per "prendere tempo".
Per chi è in campo nel football americano il tempo di pensare può rappresentare un nemico (è compito degli allenatori farlo), al contrario la voglia di riscatto del giocatore è fondamentale.

Tra due settimane l'impegno viene accompagnato da una promessa di tutti i ragazzi nata alle 3 del mattino di domenica al rientro in pullman: lavorare intensamente nelle due prossime settimane per arrivare a Sarzana con un potenziale di fuoco decisamente competitivo.

Ufficio Comunicazione Warriors Bologna

23/10/2018

Tornano in campo gli under 19 dei Warriors

Sabato 27 ottobre, alle ore 21, i guerrieri faranno visita ai primi della classe.

Ad Ancona, i Dolphins padroni di casa scenderanno in campo per continuare la striscia vincente dopo due convincenti successi contro Sarzana e Reggio Emilia.
Per i giovani bolognesi, l'impegno si presenta da "bollino nero", data la poca abitudine delle nuova banda dei ragazzi di Giorgio Longhi a confrontarsi con formazioni più rodate.
Ma Coach Longhi non ci sta affatto ad interpretare il ruolo di vittima sacrificale.

"Ad Ancona possiamo perdere se giochiamo male, benino o bene - afferma l'Head Coach - ma esiste anche un'altra soluzione: quella di giocare benissimo, ossia alla grande come, per esempio, come abbiamo fatto in qualche sprazzo di partita nel secondo tempo contro Reggio Emilia".

Quindi tolleranza zero rispetto alla possibilità di errore.
Questo atteggiamento é un monito per il Team scritto a lettere cubitali sui quaderni, sui diari, e sui muri di casa di ognuno dei ragazzi.

"E come si impara a non sbagliare? E' semplicissimo - continua Longhi - venite tutti quanti ad ogni allenamento. Ci sarò sempre io assieme all'intero staff a dirvi cosa fare e come svolgerlo nel migliore dei modi. I Dolphins sono forti, giocano in casa e conoscono perfettamente le prestazioni del campo sintetico. Al contrario noi siamo in crescita ma ancora non certo al Top, viaggeremo prima di scendere in campo e non abbiamo mai corso sul sintetico. Questi tre aspetti, apparentemente negativi, a mio modo di vedere, rappresentano una sfida eccezionale per dare il 110% del nostro potenziale. Cogliamo questa occasione ed andiamo a giocarcela fino in fondo".

E' chiaro che il football americano è uno sport basato sul lavoro del gruppo che impone il proprio gioco, ed i marchigiani, in questo senso, dispongono di un ottimo organico, ma i Warriors se la giocheranno fino alla fine, ribadendo quanto di buono si è già visto nella prima uscita vittoriosa contro Reggio Emilia e dimostrando di aver aumentato ulteriormente l'intensità delle sedute di allenamento a favore di una maggiore carica agonistica.

Malgrado la distanza, genitori ed amici si stanno organizzando per seguire il Team in questa complicata trasferta.

La situazione infermeria è discreta dopo la prima uscita del campionato. La vittoria, soprattutto ottenuta come sabato 13 scorso a pochi minuti dalla fine dell'incontro, carica di adrenalina buona gli atleti che ora stanno lavorando duramente per essere il più pronti possibile.

Gli allenatori ci credono e sanno che non deve mai esistere la parola impossibile, ma solo difficile.

E se questo sarà lo spirito di sabato sera, allora Bologna se la giocherà fino alla fine.

Ufficio Comunicazione Warriors Bologna

22/10/2018

Conosciamo meglio i due americani che giocheranno nei Warriors 2019.

Donta Heard 26 anni dalla Georgia - defensiveback con esperienze anche di qb - Middle Tennessee State University
James Flanders 24 anni dall'Oklaoma - runningback - Tulsa University

Abbiamo posto le stesse 10 veloci domande ad ognuno di loro ed hanno risposto così.

1) Presentami brevemente la tua famiglia

Donta - Ho una buona famiglia. Sono legatissimo a mia nonna, per me lei è un eroe. Mi è sempre vicina quando ne ho bisogno, quindi tutto ciò che faccio è per lei.
James - Mio padre Anthony e mia mamma Pam. Siamo tre fratelli, il più grande si chiama John e quello di mezzo Timothy. Io sono il più piccolo. Un bella famiglia.

2) Dicci qualcosa circa la tua esperienza sportiva universitaria

Donta - Non nego sia stata un po' alternante con alcuni problemi che non mi hanno consentito di realizzare tutto ciò che volevo. Malgrado ciò ho conosciuto ottime persone e posso dire di aver trascorso un buon periodo.
James - Tulsa è un'università prestigiosa. L'ultimo mio anno abbiamo avuto un record notevole, 10 vinte e solo 3 perse.

3) Quel è stato l'avversario più importante nella tua carriera sportiva universitaria?

Donta - Certamente Alabama. Volevo dimostrare a me stesso di poter essere un giocatore da Big Leagues. Lo penso davvero.
James - Nel Miami Beach Bowl Game contro Central Michigan (vinto 55 a 10). I miei compagni di squadra e io siamo nella Hall of Fame del Football College con grandi allenatori. Un grande ringraziamento a Philip Montgomery, Justin Hill e Dan Bitson.

4) Qual è il tuo Team NFL preferito?

Donta - Nessuno in particolare. Amo vedere del bel football.
James - Non ne ho uno in particolare, può sembrare strano.

5) Qual è il tuo cibo preferito?

Donta - Amo molto il pesce, ma ultimamente sto mangiando anche tanto pollo; mi piace un sacco.
James - Hamburger, messicano, pizza, spaghetti ... tanta roba. Amo particolarmente i dolci.

6) Hai un genere di musica che preferisci?

Donta - Non particolarmente. Amo la buona musica con un bel ritmo ed un testo che abbia senso.
James - Hip Hop e R N B, Rap, Gospel, un po' di country.

7) Sei mai stato in Europa?

Donta - No e sono emozionatissimo di poterlo fare.
James - No, anche se parlo un po' di tedesco.

8) Sai che il football non è lo sport principale in Italia ma è pieno di vera passione, Cosa ti aspetti da questa esperienza?

Donta - Non saprei indicarti qualcosa di particolare se non il fatto che spero di imparare molto. Imparare da un differente modello di vita e, perchè no, conoscere il cibo italiano.
James - Certamente un'esperienza positiva e di trovare un gran feeling con la Community guerriera.

9) Hai visto o sentito qualcosa circa i Warriors e le loro storia sportiva di 37 anni di vita?

Donta - Sì ho fatto qualche ricerca sul web ed ho visto un po' di highlights, ma non so molto di più.
James - Sì, appena ricevuta l'offerta ho immediatamente iniziato a leggere sul Team.

10) Sei già entrato in contatto con qualche tuo prossimo compagno di squadra?

Donta - Ancora no, ma spero presto.
James - Sì ne ho già sentiti alcuni e mi stanno già aiutando a sentirmi parte di loro.

Thanks ragazzi. Ci vediamo presto.

Ufficio Comunicazione Warriors Bologna

19/10/2018

I Warriors annunciano un graditissimo ritorno sulla panchina della formazione senior per il prossimo Campionato Italiano 2019: Coach Vincent Argondizzo ritorna in bianco/blu

Dopo due anni di assenza Coach Vincent Mario Argondizzo, Vinny per l'intero mondo del football italico, ritorna a casa.
Nella sua Terra degli Elfi Guerrieri che lo hanno visto condividere parecchie stagioni passate con differenti ruoli.
La notizia era nell'aria da qualche giorno, ma poche ore fa si è concretizzata anche perchè Coach Vinny ha ritenuto di risolvere una sua personale posizione professionale prima di ufficializzare il suo rientro nel football bianco/blu.
L'Head Coach Giorgio Longhi, ha chiesto a Coach Vincent una strettissima collaborazione personale, assegnandogli la carica di Assistent Head Coach and Offensive Assistent.

"Sono felice di rientrare dove ho vecchi amici - dice Vincent Argondizzo - mi entusiasma molto anche il fatto che il programma dei Warriors abbia coinvolto tanti ragazzi giovani. Alcuni di questi erano dei miei giovanissimi giocatori in passato, oggi sono pedine fondamentali del Team senior e questo mi riempie di gioia. Lasciatemi però esprimere anche un grande ringraziamento ai giocatori dei Braves che mi hanno aiutato moltissimo lo scorso anno nel momento in cui mi è stato offerto il ruolo di Head Coach del team in una situazione di estrema difficoltà. Grazie di cuore, ragazzi !"

Nello staff degli allenatori dei Warriors ci sono tante persone che avevano già lavorato con Vincent in diverse occasioni.

"E' vero. Io, Giorgio Longhi e Andrea Vecchi, per esempio, abbiamo passato insieme importantissime esperienze anche a livello internazionale. Oggi, in un certo qual modo, abbiamo ricostruito parte di uno staff che nel 2013 ha condotto la Nazionale Italiana di football americano fino alla finale del Campionato Europeo - continua Argondizzo - e questo sarà uno stimolo in più per fare un ottimo lavoro anche insieme agli altri ragazzi che conosco bene e stimo moltissimo come Mauro Solmi, Marco Meletti, Luca Trepiccione, Graziano Petix ed altri ancora che magari si potrebbero unire al gruppo più avanti."

Argondizzo ritorna nell'anno del grande rientro anche dei giocatori americani.

"In effetti sono sempre stato, tra gli allenatori dello staff, quello che aveva più relazioni con gli imported players della società. Sarà perchè sono americano anche io, seppur da tantissimi anni vivo in Italia, sarà perchè forse i ragazzi vedono in me, oltre che un coach, anche una persona fidata a cui fare riferimento in caso di bisogno. So che la dirigenza ha progetti importanti per coinvolgere maggiormente anche la comunità americana di Bologna e questo non può che farmi un grande piacere. Io, un ragazzo del Wisconsin arrivato tanti anni fa a Bologna, forse non ho avuto le stesse possibilità che oggi hanno i nuovi giocatori, non ho avuto un "Coach Argondizzo" che mi abbia aiutato a capire molti lati della mentalità italiana. Certamente mi occuperò anche di questo per dare ai giocatori stranieri la migliore possibilità di passare una fantastica avventura bolognese nella loro vita. Ma so già in partenza che noi americani amiamo Bologna come lei sa fare con noi. E far dimenticare gli hot dog per un piatto di tagliatelle al ragù, credo proprio sarà facilissimo."

Coach Vinny Argondizzo è ridiventato guerriero e lavorerà per tornare ad essere una importante pedina che, assieme a tutto lo staff tecnico, cercherà di raggiungere quegli ambiziosi traguardi che la società si è prefissata per il 2019.

Ufficio Comunicazione Warriors Bologna