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23/05/2017

Lettera aperta al Popolo Guerriero

E' finita la regular season 2017.

Otto vittorie in otto incontri disputati rendono l'idea sull'aspetto tecnico del nuovo Team, ma c'è anche dell'altro sul quale porre l'attenzione.
La seconda divisione è stata un'esperienza fondamentale per il nuovo assetto della società. All'inizio di questo percorso erano molte le preoccupazione circa la scelta intrapresa; un campionato nel quale alcune formazioni sono oramai consolidate e funzionano come orologi svizzeri con solo atleti italiani in tutte le posizioni ed una mentalità nella quale ogni incontro può essere quello fondamentale per passare o meno il turno ai playoff.

Non che i Warriors non sapessero il significato di schierare solo ragazzi italiani, il progetto ALLBLUE lo hanno inventato loro in prima divisione, ma, di fronte a formazioni con grandi giocatori americani ed oriundi, il fatto di perdere qualche incontro rischiava di diventare quasi un automatismo mentale che, seppur parzialmente, giustificava una scarsa prestazione della squadra.

Nel campionato di Seconda Divisione non esisteva certo questa giustificazione; ogni match sarebbe stato "quello della vita" ed ogni errore avrebbe potuto vanificare mesi e mesi di duro lavoro.
Il coaching staff dei Warriors è stato l'elemento fondante attorno al quale costruire il Team e, forse ancora più importante, la mentalità giusta per questo nuovo livello di gioco. E così, game by game, con prestazioni a volte più performanti altre meno, è proseguita questa nuova avventura.

Alcuni addetti ai lavori non hanno risparmiato inizialmente critiche al progetto, portando a paragone il Dio calcio, nel quale si afferma che alcune scarse squadre di serie A possano fare molta fatica a giocare in serie B dove tutto è meno esasperato psicologicamente ma più adrenalinico. Forse è così anche nel football americano, ma non dobbiamo mai dimenticare che in una disciplina nella quale il contatto fisico è parte integrante del gioco, oltre alla forza, sono fondamentali la tecnica e la determinazione, mixate ad una discreta quantità di lavoro di squadra e spirito di fratellanza.

Alla fine di tutto, cosa è accaduto?
Per ora, molto dal punto di vista della creazione della mentalità, ma ancora nulla sul lato del risultato; vincere imbattuti una stagione regolare è un buon biglietto da visita ma perfettamente inutile se ci si dovesse fermare a questo traguardo.
Adesso comincia il più difficile, ma questo lo si sapeva benissimo anche prima di iniziare questa nuova storia.

Ma, tra le tante belle sensazioni vissute durante questi cinque mesi di lavoro, i Warriors hanno potuto già ottenere una grande certezza che sicuramente li accompagnerà nei quarti di finale e, speriamo, anche oltre: la grandissima presenza del Popolo Guerriero che non ha mai abbandonato il proprio Team. I tifosi, gli sponsor, i media hanno continuato a vivere lo spirito sportivo dei Warriors come se giocassero in campionati stile americano, con quella passione che li lega ad una maglia ed ai colori ed alle sensazioni che la stessa rappresenta. Poi, se si gioca per il primo titolo nazionale o per un traguardo minore, poco importa. La cosa fondamentale è che chiunque viene all'Alfheim Field di via degli Orti, deve capire di essere in una terra nella quale non ci sono solo 35/40 ragazzi a difenderla, ma una intera popolazione che ne condivide la storia, la passione, la proprietà e non ha nessuna voglia di condividerla con altri.

Ecco perché i Warriors scendono in campo sapendo di poter contare su un dodicesimo uomo straordinario che moltiplica la loro forza e la loro determinazione.

GRAZIE GRANDE POPOLO GUERRIERO ..... forever insieme.

21/05/2017

I Warriors ottengono una perfect regular season.

Per i guerrier arriva l'ottava vittoria in altrettanti incontri.
Di fronte ad un grande pubblico che ha incitato i bianco/blu per tutta la sera i ragazzi di Coach Solmi battono i Braves per 14 a 13 al primo Over Time.

Con questo risultato la Bologna guerriera rinnova la leadership cittadina e il primo posto del girone che consente di accedere direttamente ai quarti di finale senza passare dalle wild cards.

L'impegno e la determinazione di questo gruppo di giovanissimi ragazzi , sommato agli insegnamenti impariti dagli allenatori, ha consentito di chiudere con una performance fantastica la prima parte del campionato.

E' stato un crescendo di emozioni, a volte condite con prestazioni che non hanno sempre convinto; ma l'obiettivo prefissato era chiaro ed averlo centrato è la prova che la strada intrapresa era quella giusta.

Passando alla partita vera e propria, una prima metà di confusione ed errori grossolani da parte dei guerrieri, ha consentito ai Lupi grigio/rossi di andare all'intervallo con un parziale di 7 a 0 in loro favore. La seconda metà ha visto un cambiamento nell'atteggiamento iniziale dei bianco/blu. Stimolati dalla pressione degli allenatori e dai cori dei tifosi che non hanno mai cessato di farsi sentire, i ragazzi sul terreno hanno tirato fuori le unghia ed anche qualcosa di più. Nel terzo quarto Andrea Nadalini, insolitamente utilizzato in attacco, ha siglato un t.d. personale, trasformato dal solito preciso calcio di Matteo Zanetti per il pareggio del 7 a 7. E con questo risultato si è arrivati fino alla fine dell'incontro rendendo obbligatorio l'Over Time. I Warriors hanno iniziato in attacco e al primo drive hanno segnato con lo stesso qb Willo Scaglia che ha oltrepassato la goal line avversaria coperto dai propri compagni. Ancora Zanetti al calcio del 14 a 7 guerriero.

E' ripartito l'attacco dei Braves, che ha segnato per il 13 a 14.
Ora si trattava solo di capire quale tipo di trasformazione potesse scegliere la side line padrone di casa: calciare per rimandare ad una successiva nuova serie di drive offensivi, oppure cercare di vincere l'incontro con una trasformazione alla mano. In ogni caso, la difesa guerriera si sarebbe dovuta ricordare che, in via degli Orti, pur non giocando sul proprio Alfheim Field, il proprio compito era solo quello di chiudere ogni velleità avversaria.

I Braves sono andati da due punti con un tentativo di sfondamento centrale sfruttando la capacità di un ottimo running game. Ed ancora una volta la difesa guerriera ha fatto il miracolo, fermando l'attacco dei lupi a pochi centimetri dal t.d. Partita finita e vittoria dei Warriors 14 a 13.

Esplosione del popolo guerriero e dei ragazzi sul terreno.

Ufficio Comunicazione Warriors Bologna

18/05/2017

Presentato il derby bolognese. Se il risultato non aiuta la classifica di nessuno dei due team, la generosità del pubblico può far rinascere qualche speranza.

A Palazzo d'Accursio sono tornati i rappresentanti di Warriors e Braves a parlare di football americano.

Per l'esattezza, questa volta si è parlato maggiormente del mondo che ruota attorno a questo sport. Lo spirito agonistico, la voglia di dominare, l'orgoglio di appartenenza, per una volta hanno lasciato la vetrina principale alla solidarietà ed alla voglia di costruire insieme un piccolo ma importante progetto.

Alla presenza del presidente del quartiere Santo Stefano, Rosa Maria Amorevole, e a due rappresentanti dei Team, Paolo Parlangeli sponda guerriera e Vincent Mario Argondizzo, lato Braves, la stampa presente ha potuto conoscere la vicepresidente dell'ANPTT Barbara Corazza.
Anptt sta per Associazione Nazionale Porpora Trombotica Trombocitopenica, una onlus che si occupa dell'assistenza delle persone affette dalla malattia genetica nota con il nome di Sindrome di Moschowitz.

Questa organizzazione, già vicina in passato alla società dei Braves, ha il suo principale scopo nel reperimento di fondi per la ricerca contro questa patologia.
Sabato sera, l'organizzazione dei padroni di casa dei Braves, ha organizzato una raccolta fondi che coinvolgerà tutto il pubblico presente alla Lunetta Gamberini e che ha immediatamente trovato la massima collaborazione anche dalla sponda guerriera del mondo del football.
Sarà un'occasione in più per essere presente allo stadio, ognuno per tifare per i propri colori, ma tutti per sostenere l'Anptt e la sua preziosissima attività.

A margine della conferenza si è anche parlato della partita, ma per onor di cronaca, l'attenzione maggiore è stata rivolta allo scopo benefico della serata.

I Warriors, così come i Braves, hanno ribadito la giustificata volontà di vincere anche se il risultato non cambia l'ordine della classifica: Warriors primi e Braves secondi, già entrambi con il lasciapassare per i playoff in tasca. Non ci sono state rivendicazioni o sassolini nella scarpa da togliere da parte di nessuno, ma la pura voglia di vincere perché in fondo è solo la vittoria il fine di un movimento sportivo di contatto, alla faccia delle affermazioni di Decubertiana memoria.

Vincere il derby non cambia la vita e non fa diventare più ricchi, ma ti fa svegliare la mattina seguente con la chiara consapevolezza di essere un vincente, magari anche solo per pochi giorni, ma in fondo nessuno fa piani quinquennali nel football americano.

Ufficio Comunicazione Warriors Bologna

17/05/2017

Intervista a Giorgio Longhi Quality Coach Warriors Bologna

Con ancora l'ultima partita di regular season da giocare, abbiamo fatto al Quality Coach Giorgio Longhi 8 domande. Ecco le risposte.

1) Dopo sette partite con sette vittorie, cosa è cambiato dall'inizio della regular season ?
Niente e molto allo stesso tempo. Niente perché abbiamo rispettato il ranking e sapevamo di essere i più forti, molto perché i giocatori sono decisamente migliorati, in particolar modo sul piano individuale.

2) Quanto delle attese iniziali è stato rispettato?
Tutto al 99 %

3) Un commento sulla difesa in generale.
Molto bene anche se alcune disattenzioni ci hanno fatto prendere qualche TD di troppo

4) Un commento sull'attacco in generale.
A due fasi: la prima basta su un sistema prettamente " College" ha portato ad una buona strutturazione del lavoro, la seconda passando ad un sistema tipico dei " PRO" ci ha aumentato la flessibilità e la capacità di essere più concreti

5) Un commento sugli Special Team.
E' la parte dove possiamo migliorare di più

6) Com'è vedi il livello tecnico della serie A/2 e quanto dista da quello dell'A/1, americani a parte?
Le migliori squadre di A/2 sono a livello di metà delle squadre di A/1. Il problema va visto sull'intera Divisione dove tra A1 e A2 esiste una grande differenza

7) I margini di miglioramento ci sono sempre, ma, in %, quanta strada ritieni che il Team abbia già percorso per essere vincente e quanta ne deve ancora fare?
I Warriors sono al 30-40% di utilizzo del proprio potenziale. Ricordo anche che abbiamo un età media bassissima, vicino ai 21 anni

8) Sabato sera l'ultimo confronto della stagione regolare. Non serve per la classifica del girone, ma è molto importante per la griglia dei playoff. In più è anche un derby. Un commento?
Il risultato mi interessa più in relazione alla griglia playoff che per il derby stesso. Noi siamo migliorati rispetto alla partita di andata, ma questo vale per entrambe. Una buona stagione ed un'intera squadra vanno valutate dal risultato finale, non da una singola partita, dove le variabili che possono determinare il risultato sono troppe. Chiunque vincerà potrà solo dire di essere stato il più forte in questa partita. Dal fischio finale si dovrà lavorare per dimostrare nei playoff il valore vero. E la strada è ancora lunga

Ufficio Comunicazione Warriors Bologna