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Alla fine della regular season dei reparti giovanili, è d'uopo tirare le prime somme.
Dal punto di vista strettamente agonistico, l'under 21 ha ottenuto un risultato nettamente migliore, con due vittorie su tre gare disputate e il secondo posto del girone che le consente di giocare in casa gli ottavi di finale e......,best replica Audemars Piguet Watches se tutto andasse per il verso giusto, anche i quarti di finale.
Al contrario la formazione under 17 esce di scena con tre sconfitte e nessuna vittoria.
Dal punto di vista umano anche i più giovani, al contrario dei risultati, hanno ottenuto un interessante successo,Fashion Replica Gucci Handbags forse ancora superiore a quello legato alla classifica : hanno creato una vera squadra.
Durante le tre partite da loro disputate il livello di gioco è cresciuto sempre ed ogni reparto ha imparato a muoversi secondo le indicazioni fornitegli dagli allenatori.
Si è creato quel gruppo che era l'obiettivo principale della società; a settembre erano in campo tanti ragazzi dall'esperienza diversa, in molti casi anche nulla. Domenica 12 novembre a Bolzano ha giocato una squadra di football americano, che ha imparato a lottare insieme, a perdere insieme e ad uscire a testa alta insieme dal campo tra gli applausi di chi, come qualche genitore, l'aveva seguita fino lassù. E tutto questo è certamente lo spirito del football, e rappresenta la capacità di un coaching staff che ha saputo trasformare tanti differenti singoli in un solo gruppo. E i risultati ?? Non ne ho il minimo dubbio, quelli si ottengono proprio lavorando in questo modo. Pertanto continuiamo così, ripartendo già da subito.
Alcuni ringraziamenti sono indispensabili.
Quindi il primo grazie va proprio a tutti quei ragazzi, alcuni anche di nazionalità straniera, che hanno perso sul campo, ma che hanno centrato il loro vero obiettivo : l'under 17 dei Warriors c'è e se ne sentirà parlare in futuro !!
Un secondo, e non meno importante, ringraziamento va proprio a quegli allenatori che hanno reso possibile tutto ciò. Anche in questo caso si parla di gruppo (come sempre nel football americano); 7 persone differenti, 7 ruoli diversi, forse alche 7 modi di pensare non sempre concordi, ma che alla fine hanno ottenuto il risultato loro indicato.
Mi piace nominarli come i "Magnifici 7" del futuro dei Warriors : Maurizio Cesari, Marco Panichi, Christian Gis Nobile, Ermes Guz Guzzinati, Paolo Taz Fantazzini, Giuliano Black Scalzotto, Giacomo Sacco. Ex Warriors, ex Doves, ex Phoenix ex Centauri (e mi scorderò qualcosa), che oggi sono il grande coaching staff guerriero.
Un terzo ed assolutamente doveroso ringraziamento va ai genitori degli under 17 che hanno lavorato, dietro le lavatrici ed i ferri da stiro, per consentire ai ragazzi di esserci, e di "sconvolgere" il più tradizionale spirito sportivo (calcio, basket, pallavolo....) con quello gogliardico e travolgente del football: d'altronde se non sono un po' matti, non li vogliamo.
Infine l'ultimo ringraziamento al pubblico che ha, anche per la giovanile, vinto il proprio scudetto come il più numeroso e rumoroso, portando il bianco blu guerriero sulle proprie felpe, sui propri giubbotti, sui propri cappellini, in una parola sui loro cuori!
E adesso ?
L'under 21 ricomincia nei playoffs, con l'ingrata, ma affascinante, formula del "vinci o muori".
Gli atleti sono pronti, gli allenatori carichi, la società non aspetta che di partire, e sono sicuro che anche i tifosi stanno riscaldando le ugole.
Con gli ottavi iniziano le interdivisionali; si comincia con Brescia, verso la quale c'è grande rispetto perchè anche loro stanno facendo probabilmente quello che facciamo noi, ma non ci sarà mai comprensione o rassegnazione. Qui a Bologna ogni formazione è benvenuta, ma deve tornare a casa sconfitta senza attenuanti. Se così non fosse avremmo sbagliato noi. Se, al contrario, centriamo l'obiettivo,通販腕時計専門店 il giorno dopo si ricomincia verso quello successivo, step by step, ma diritto verso la fine.
Certamente ogni incontro sarà sempre più complicato ed il livello degli avversari aumenterà con il proseguire nel cammino, ma tutto ciò fa parte delle competizioni che contraddistinguono la vita di ognuno di noi.
Quindi,bando alle ciance, raduniamo il gruppo : da Bologna, da Parma, da Forlì Cesena, da Perugia e da ogni altra parte i giovani guerrieri sono pronti e non aspettano altro che scendere in campo, e, comunque vada, sarà un successo. Ah, scordavo, i Warriors non fanno prigionieri.
GO WARRIORS GO.
paolo parlangeli g.m. warriors