Loading...
News Image

Youngbowl 2008: piccoli ma importanti "segreti".

In ogni organizzazione sportiva, soprattutto nel momento decisivo dell'attività agonistica, avvengono tanti accadimenti che, presi singolarmente, possono non rappresentare molto, ma esaminati nel contesto della partita hanno un loro significato preciso.
Alcuni di questi sono talmente personali che non possono essere riferiti, altri, al contrario, sono semplici curiosità che aiutano ad immaginare cosa avviene dentro una squadra di football americano prima, durante e dopo la finalissima.
Per esempio, pochi sanno che un importante coppia dello staff guerriero, impossibilitata per questioni tecniche ad essere presente alla partita (no Dedo, non ti preoccupare....) ha sempre portato durante le partite una bottiglia di Vov fantastico, accompagnato da una grappa super, che è servito moltissimo nelle fredde serate all'Alfheim Field. Ebbene il Vov e la grappa erano presenti anche a Scandiano senza chi materialmente li ha fatti .... della serie "mai cambiare la cabala".
Un'altra bella annotazione, molto importante dal punto di vista motivazionale per i ragazzi; il d.s. Vincent Argondizzo aveva programmato un contatto telefonico con lo stato dell'Indiana con il Capo allenatore della serie A, Coach Dan Simrell, 10 minuti prima dell'inizio di gioco.
Così è stato e la squadra, rientrata negli spogliatoi dopo il riscaldamento ha potuto ascoltare le parole del coach attraverso un impianto di vivavoce. Molti dei ragazzi della squadra già lo conoscevano ed anche i nuovi hanno potuto comprendere cosa significa avere l'esperienza di cinquanta anni di vita passata sui campi da football: è stato grande ed emozionante per tutti.
La partita, grazie allo speaker guerriero Paolino, protagonista anche per la finale, è stata seguita attraverso internet per chi non era presente, ma anche telefonicamente, direttamente dal campo, attraverso i cellulari (che invenzione il telefonino !!) che erano in contatto con la stampa e, anche in questo caso, con gli Stati Uniti, per l'esattezza con Miami da dove Coach John Knight, defensive coordinator dei Warriors partito cinque giorni prima della finali per improrogabili impegni personali, ha saputo dell'accaduto in tempo reale.
Un'ultima annotazione; ci sarà chi si ricorda un film di molti anni fa "I guerrieri della notte", quando alla fine la banda di New York, dopo mille peripezie, stremata fino all'inverosimile, riesce a ritornare nel proprio quartiere, Coney Island, e vive una senzazione indimenticabile di gioia interiore proprio per la soddisfazione di aver riportato a casa la pelle. Una cosa analoga è stata vissuta da qualcuno dei Warriors (o forse da molti) quando a notte inoltrata, dall'autostrada si è visto il profilo di S.Luca che ha accolto i Campioni dopo la battaglia per la vittoria; i Warriors erano tornati a casa, nella propria terra e con il trofeo ben stretto nelle mani, andando a riprenderselo dove lo avevano perso lo scorso anno ed è sembrato (con il doveroso rispetto) che la Madonna fosse lì pronta ad aspettarli nelle sua Bologna; un'altra grande emozione.
Tante altri piccoli fatti torneranno alla mente dei protagonisti della notte magica, che rimarrà tale per tutta la vita di ogni singolo Warriors.
That's football.